Connessi insieme: a Ponte Felcino il progetto per favorire inclusione, autonomia e comunità

Gli anziani hanno esperienze e competenze da mettere a disposizione e ci sono donne migranti per le quali imparare meglio l’italiano, orientarsi tra i servizi digitali, seguire il percorso scolastico dei propri figli è spesso difficile, mentre sentono crescere la necessità di acquisire la giusta autonomia.
A Ponte Felcino queste due realtà si incontrano già da qualche anno grazie a “Connessi insieme”, il progetto promosso da Auser e dall’impresa sociale Generazione T che riesce a tenere insieme invecchiamento attivo, inclusione sociale e apprendimento.
L’iniziativa coinvolge una quindicina di volontari senior, formati come tutor di prossimità, e più di venti donne migranti del territorio. Le lezioni si svolgono il mercoledì mattina nella sede della Cgil di via Puccini,58 e affiancano all’apprendimento della lingua italiana alcune competenze digitali ormai indispensabili nella vita quotidiana.
SPID, Carta d’identità elettronica, App IO, registro elettronico scolastico sono strumenti attraverso i quali passa una parte crescente del rapporto con la pubblica amministrazione, con la scuola e con i servizi, conoscerne il funzionamento significa quindi riuscire a non trovarsi esclusi da informazioni, opportunità e diritti che formalmente sono accessibili a tutti.
Una necessità che emerge con particolare evidenza per le madri con figli in età scolare. Proprio il rapporto con la scuola rappresenta una delle novità e uno degli aspetti più significativi del percorso per acquisire familiarità con il registro elettronico, comprendere comunicazioni e procedure, riuscire a seguire direttamente la vita scolastica dei figli e rafforzare l’autonomia delle famiglie contribuendo anche a prevenire situazioni di isolamento e dispersione scolastica.
Il progetto “Connessi insieme”, promosso dal Comune di Perugia è impegnato non solo a fornire competenze, ma reciprocità. I volontari e le volontarie Auser sono infatti protagonisti e portatori di conoscenze, mettendo esperienza e tempo a disposizione degli altri.
È proprio questa reciprocità a rappresentare uno degli elementi più interessanti dell’iniziativa, chi insegna continua a sentirsi parte attiva della comunità e chi partecipa ai corsi acquisisce strumenti che possono incidere concretamente sulla propria quotidianità.
Accanto alle lezioni di italiano e alfabetizzazione digitale trovano così spazio anche momenti più informali di scambio, alcune volontarie condividono conoscenze legate alla cucina, alla campagna e alla vita quotidiana. Si tratta di momenti apparentemente semplici che permettono però di creare confidenza, intrecciare relazioni e trovare un luogo familiare nel quale incontrarsi.
“L’obiettivo è costruire strumenti di emancipazione e autonomia,- spiega Franca Gasparri, presidente di Auser Perugia Media Valle del Tevere, - ma anche offrire occasioni di socialità e relazione in un contesto nel quale le donne migranti possano sentirsi accolte e sicure.
Il percorso attuale è iniziato a ottobre e ha una durata prevista di quattro mesi. L’intenzione, però, è cercare di proseguirlo nel corso dell’anno, proprio perché l’apprendimento linguistico e digitale, così come la costruzione di relazioni, hanno bisogno di tempo e continuità”.
Per la Redazione - Chiara Maria Sole Bravi





