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La Via Maestra torna in piazza, il 17 ottobre a Roma: per un’idea diversa di sviluppo

13 ore fa
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Salari insufficienti, precarietà e lavoro povero incidono sulla possibilità delle persone, e in particolare delle generazioni più giovani, di costruire percorsi di vita autonomi e stabili.

Un aumento delle disuguaglianze che è sempre più tangibile e trasversale nel nostro Paese, anche nella sanità e nella scuola, progressivamente definanziate e depotenziate e in cui i divari sociali e territoriali continuano ad approfondirsi.

È da questo quadro e da un giudizio fortemente critico sulle politiche portate avanti dal Governo Meloni che prende il via la nuova mobilitazione de La Via Maestra, che sabato 17 ottobre tornerà in piazza a Roma.


La Cgil, insieme a moltissime associazioni e realtà della società civile si ritroveranno per ribadire che è attorno alla Costituzione e al rispetto dei suoi principi che è necessario costruire un nuovo modello di sviluppo, un modello più giusto e solidale.

Tra i punti principali della piattaforma della manifestazione la richiesta di aumentare salari e pensioni, così come di agire per un contrasto efficace alla precarietà e al divario retributivo tra donne e uomini, insieme a una maggiore progressività del sistema fiscale.

Ma qualità del lavoro significa anche sicurezza. Il documento de La Via Maestra richiama infatti la necessità di fermare la crescita degli infortuni e delle morti sul lavoro, riportando prevenzione e tutela della salute tra le priorità delle politiche pubbliche e dell’organizzazione del lavoro.

Contrastare i divari sociali e territoriali significa, in questa prospettiva, costruire luoghi nei quali i diritti non dipendano dal reddito, dall’età o dal territorio nel quale si vive.


Una città può essere riqualificata dal punto di vista materiale e continuare, allo stesso tempo, a produrre esclusione se servizi essenziali, casa, istruzione, salute e mobilità non sono realmente accessibili. Per questo la questione del welfare pubblico riguarda direttamente anche il futuro delle città e dei territori, un futuro che garantisca giustizia sociale, democrazia e pace come parti integranti di uno stesso progetto.


La manifestazione nazionale partirà alle ore 13.30 da Piazza della Repubblica. Il corteo raggiungerà Piazza del Popolo, dove la conclusione è prevista intorno alle ore 17.00.


 

Per la Redazione - Chiara Maria Sole Bravi

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