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Giustizia climatica: come mettere in cantiere il cambiamento




Combattere l'astrattezza del linguaggio che ci viene imposto, con delle cose molto precise”. È con il monito di Italo Calvino che Legambiente Umbria scandisce obiettivi e strategie per mettere in cantiere il cambiamento in una regione che ha sempre più bisogno di politiche concrete ed efficaci per garantire il benessere della comunità in un’ottica di sostenibilità e coesione sociale.

Diversi gli ambiti d’azione attorno a cui è ruotato l’XI Congresso di Legambiente Umbria dal titolo: “Umbria in cantiere: partecipazione e innovazione per la giustizia climatica”, avvenuto a Ponte Felcino il 18 novembre scorso, e numerose le personalità istituzionali e sindacali e associative coinvolte, come l'assessore all'ambiente del Comune di Perugia, Otello Numerini, il segretario di Anci Umbria, Silvio Ranieri, il direttore generale di ARPA Umbria, Luca Proietti, il portavoce del Forum Terzo Settore Umbria, Paolo Tamiazzo, la segretaria generale della Cgil Umbria, Maria Rita Paggio, il direttore della Caritas Diocesana di Perugia, Mario Briziarelli, il presidente del Parco Monti Sibillini, Andrea Spaterna.

Durante il congresso, hanno contribuito con i loro interventi esponenti di associazioni studentesche, start-up innovative e il presidente dell'associazione Nuove Ri-Generazioni Umbria, Augusto Paolucci. Un’ampia partecipazione che ha arricchito il dibattito e sottolineato l'importanza della collaborazione tra diverse realtà per affrontare le sfide climatiche e potenziare la consapevolezza collettiva su questi temi.




Passare da un’economia lineare ad un’economia circolare significa prevedere e garantire un uso efficiente delle risorse e non parlare solo di produzione, ma anche di manutenzione, ricondizionamento e recupero dell’esistente e del costruito – sottolinea il presidente di Legambiente Umbria, Maurizio ZaraL’Umbria ha bisogno di velocizzare la strada della transizione ecologica e per fare questo occorre concentrarsi in particolare su due aspetti critici: il consumo di suolo e la mobilità”.

Zara evidenzia come il consumo di suolo non sia ormai più guidato dalla spinta data dalla residenzialità, ma sia piuttosto il risultato della proliferazione di centri commerciali e infrastrutture logistiche, spesso situati in periferia, in zone collegate a strade ben trafficate che consentono quindi un facile accesso alle auto, agevolando così gli acquisti.

Una scelta da parte degli investitori che si ripercuote ovviamente su tutta la mobilità, collocando la regione ai vertici nazionali, europei e anche mondiali per tassi di motorizzazione: con Perugia che nel 2022 ha raggiunto le 76 auto ogni 100 abitanti, 69 a Terni e uno spazio urbano dedicato non solo al transito, ma anche al parcheggio.

Una scelta, quella di spostarsi in auto, anche dovuta all'insufficienza di trasporto pubblico urbano e extraurbano e alla quasi totale assenza di percorsi urbani pedonali, come emerge dal 19° Rapporto sulla Mobilità degli italiani di ISFORT, che produce inevitabili ripercussioni sul bilancio familiare per i prezzi del carburante, sul bilancio delle risorse pubbliche per la manutenzione stradale, sulla qualità dell'aria.



Un altro punto critico sottolineato da Zara riguarda la gestione dei rifiuti. Le scelte della Giunta regionale contenute nella proposta di PRGIR (Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti sono state giudicate da Legambiente e Cgil come l'ennesimo "atto privo di visione e prospettiva".

"Un'opzione obsoleta - ha rimarcato il presidente di Legambiente regionale - che non tiene conto delle possibilità tecnologiche attuali di riutilizzo, riciclo e recupero delle materie prime. È infatti necessaria più che mai una pianificazione attenta, occorrono filiere organizzate e un'impostazione più sostenibile in materia di rifiuti".

Accanto alle criticità, si sono delineati nel corso del congresso anche le sfide cruciali per migliorare la situazione ambientale dell'Umbria come l'importanza di servizi e infrastrutture mirate in una regione in declino demografico, sottolineando la necessità di comunità energetiche e di servizi di prossimità, in grado di recuperare un senso di comunità e di consapevolezza nei territori e tra le fasce di popolazione più fragile.

"Sono possibili progetti concreti come i progetti PINQUA per Ponte San Giovanni a Perugia che prevedono diversi interventi di rigenerazione urbana ispirati ai principi della sostenibilità ambientale, economica e sociale e il progetto "Cittadella delle associazioni" che intende realizzare l’attivazione di un percorso di costruzione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) a Terni in collaborazione con l'ATER. Si tratta di percorsi partecipati che tengono conto delle esigenze di chi vive quei territori e di chi è comunità, - conclude Zara - progetti che hanno lo scopo di migliorare la qualità della vita dei residenti e garantire spazi più inclusivi e sostenibili".


Foto: Legambiente Umbria

 


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