Laghi in affanno, Legambiente: urgente dare attuazione al Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici
- Nuove Ri-generazioni UMBRIA

- 25 lug
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Il cambiamento climatico influisce sulla perdita di volume dei bacini naturali e artificiali, ne altera la biodiversità con conseguenze sia sulle attività umane che sui servizi ecosistemici.
Il lago Trasimeno, è stato nei giorni scorsi al centro dell’edizione 2025 della Goletta dei Laghi di Legambiente, dove è stato lanciato l’appello urgente al Governo: attuare concretamente il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC). Sebbene i recenti monitoraggi microbiologici effettuati su otto punti situati tra il Trasimeno e il lago di Piediluco abbiano mostrato parametri entro i limiti di legge, i risultati non bastano a descrivere la crescente vulnerabilità nei valori chimico-fisici, ossigeno disciolto o temperatura dell'acqua, direttamente collegati alla crisi climatica.

Temperature in aumento, instabilità dei livelli idrici e fioriture algali sempre più frequenti sono sintomi infatti di una pressione climatica che minaccia biodiversità, agricoltura, turismo e acquacoltura. Il Trasimeno, in particolare, risente fortemente della scarsa profondità, della limitata capacità di ricambio e dell’intensa pressione antropica, configurandosi come esempio paradigmatico di un lago “in affanno”.
Legambiente Umbria sottolinea come sia necessario un cambio di passo. Il Trasimeno può diventare laboratorio di buone pratiche, grazie a strumenti come i Contratti di Lago, gli osservatori territoriali e il coinvolgimento delle comunità per cui però restano necessarie adeguate risorse e una governance integrata e partecipata. Le misure previste dal PNACC, risultano fondamentali per l'incrementare le azioni finalizzate a ridurre al minimo possibile i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, migliorando la capacità di adattamento dei sistemi socioeconomici e naturali, attraverso le cosiddette "azioni di sistema" ovvero puntando a trovare fonti e strumenti di finanziamento, individuando gli ostacoli all’adattamento di carattere normativo, regolamentare e procedurale da mitigare e, laddove possibile, rimuovere, così da rispondere alla crisi in atto e proteggere territori, comunità e economie che da quelle acque dipendono.
Per la Redazione - Chiara Maria Sole Bravi





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