Norcia, a dieci anni dal sisma: il valore del lavoro per ricostruire comunità e futuro

Il terremoto dura secondi interminabili. La ricostruzione attraversa anni, vite, lavoro.
Ed è a chi ha reso possibile questa lunga e complessa ripartenza, dal 2016 a oggi, che la Fillea Cgil Umbria ha dedicato “L’Umbria che ricostruisce – Festa degli edili”, l’iniziativa che si è svolta ieri pomeriggio al DigiPASS di Norcia.
Lavoratrici e lavoratori, istituzioni e amministratori della Valnerina si sono ritrovati insieme per riconoscere un patrimonio di competenze maturato tra ponteggi, cantieri, edifici storici e borghi e che ha accompagnato, con fatica e responsabilità, la ricostruzione di un territorio e della sua comunità.
“Rimettere al centro il valore e la dignità del lavoro è la ragione del nostro impegno, la ragione per cui siamo oggi qui – ha affermato la segretaria generale della Fillea Cgil Umbria, Elisabetta Masciarri, aprendo l’incontro –. Questo significa che la ricostruzione materiale deve procedere insieme a quella sociale e che non può esserci buona ricostruzione senza lavoro tutelato, regolare e sicuro.
Tenendo a mente questo legame, in questi anni abbiamo conquistato strumenti importanti di prevenzione e legalità, dal DURC di congruità al badge di cantiere, rafforzando controlli, tracciabilità della manodopera e sicurezza. Ora serve continuare su questa strada, con la responsabilità delle imprese e con controlli efficaci, perché edifici più sicuri devono significare anche maggiore sicurezza per chi li costruisce”. Proprio nella giornata di ieri la segretaria generale Masciarri ha ricordato anche il primo via libera unanime della Camera al gratuito patrocinio, indipendentemente dal reddito, per le vittime di gravi infortuni sul lavoro e, in caso di morte, per i loro familiari, una battaglia sostenuta con forza da Fillea Cgil e Cgil e che ora proseguirà al Senato.
A raccontare il valore delle professionalità costruite nel tempo è stato anche il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, che ha evidenziato la qualità di molti degli interventi realizzati, il ruolo delle imprese virtuose e un patrimonio di competenze che in Umbria si è formato anche attraverso l’esperienza, dolorosa, dei terremoti che si sono succeduti.
Un rapporto complesso quello tra territori e permanenza, sul quale è intervenuto il vicesindaco di Cascia, Marco Emili, che ha riportato l’attenzione su ciò che deve accompagnare la ricostruzione degli edifici, come salari adeguati, servizi e condizioni di vita capaci di consentire alle persone di continuare ad abitare questi territori.
Ed è proprio a chi lavora e a chi resta che è stato dedicato il video realizzato per l’occasione dalla Fillea Cgil Umbria e proiettato durante l’incontro. Tre storie diverse, tra cantiere, restauro e vita quotidiana quelle di David D’Ascenzo, Michelle Navarro Rios e Daniele Santucci, che raccontano il rapporto costruito nel tempo con i luoghi attraversando tra memoria, presente e futuro, l’emergenza, la ricostruzione e la volontà e il diritto di restare.
“Ricostruire bene significa prevenire, manutenere e mettere in sicurezza il territorio, ma anche garantire sicurezza a chi quella ricostruzione la realizza ogni giorno. Si tratta di responsabilità che devono camminare di pari passo se vogliamo restituire fiducia e futuro alle comunità”, ha affermato Laura Servi, vicepresidente della Provincia di Perugia.
Mario Margasini, presidente di Nuove Ri-Generazioni Umbria ha richiamato poi la collaborazione consolidata con la Fillea Cgil regionale sui temi della rigenerazione territoriale, citando in particolare il percorso per il recupero del rifugio “Monti del Sole” di Forca Canapine, che vede impegnata l’Associazione come promotrice affinché non soltanto la struttura sia recuperata ma diventi presidio di nuove attività e opportunità per il territorio.






In collegamento con Norcia, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti ha posto l’accento sull’attenzione che la ricostruzione deve continuare a riservare alle aree interne, riconoscendo il lavoro svolto dall’Ufficio speciale per la ricostruzione e il valore della semplificazione messa in campo negli ultimi anni. Il quadro ufficiale del Rapporto 2026 restituisce una ricostruzione privata che ha visto quasi 1,54 miliardi di euro di contributi concessi, 2.699 cantieri conclusi e 1.110 in corso, mentre sul fronte pubblico sono programmati 541 interventi per oltre 802 milioni di euro.
Proietti ha ricordato come ormai sei famiglie e attività economiche su dieci abbiano potuto fare ritorno nelle proprie case o sedi, rivendicando insieme alla velocità della ricostruzione il salto di qualità tecnico e antisismico degli interventi, “Una ricostruzione – ha rimarcato con orgoglio Proietti – che sta diventando un modello”.
Nel suo intervento, Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil Umbria, ha anticipato i contenuti di una ricerca regionale di prossima presentazione che accanto ai numeri della ricostruzione guarda alle conseguenze prodotte sulle persone e sulle famiglie, soprattutto quelle più vulnerabili, in territori già segnati da precarietà, bassi salari e fragilità demografiche.
Le conclusioni sono state affidate a Maurizio Maurizzi, segretario organizzativo della Fillea Cgil nazionale, che ha ricordato: “Dieci anni fa non avevamo tutti gli strumenti di cui disponiamo oggi. Molti sono nati dalla contrattazione e dall’esperienza maturata nei cantieri e hanno contribuito a far emergere lavoro regolare, aumentare la trasparenza e rafforzare la tutela di chi lavora.
Perché quando questa fase sarà conclusa e i ponteggi saranno rimossi, la misura della ricostruzione non sarà soltanto negli edifici tornati in piedi, ma nelle comunità che saranno riuscite a restare e ad avere la possibilità di guardare al futuro con fiducia”.
Per la Redazione - Chiara Maria Sole Bravi





