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Scuola di rigenerazione urbana e territoriale

Aggiornamento: 22 giu 2022

di Mario Margasini


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“Capacity Building” cercasi per dare risposte efficaci alla complessità delle questioni che si vanno moltiplicando in tema di rigenerazione urbana e territoriale. L’espressione che, tradotta letteralmente dall’inglese, indica “ la costruzione delle capacità” va declinata in modo articolato e va potenziata per volgere uno sguardo costruttivo su città e aree rurali, “marginali”, montane, la cui ricchezza è fatta di patrimoni edilizi e naturalistici che, per i più svariati motivi, sono dismessi, abbandonati, non più usati e, quasi sempre, in uno stato di progressivo degrado.


COMPLESSITÀ

A fronte di un quadro del genere si manifesta sempre più urgente la necessità di intervenire partendo da una capacità di lettura della complessità dei contesti presi in esame. Solo con competenze sempre più affinate sarà possibile individuare metodi, strumenti, risorse in grado di capovolgere la tendenza recuperando funzionalità, occupabilità, attrattività: elementi in grado di far riemergere bellezza, decoro, vivibilità ai centri abitati, agli spazi naturali, ai paesaggi.


PROTAGONISTI

Alcuni dei protagonisti di questa trasformazione possono essere i responsabili della pianificazione, programmazione, progettazione e gestione di processi, azioni e interventi di rigenerazione del territorio per conto di Amministrazioni ed Enti pubblici e privati, di forze sociali e degli enti preposti a tali funzioni. Persone e soggetti interessati a costruire programmi di “Rigenerazione urbana e territoriale” di lungo periodo, con carattere di integrazione e di sistematicità, attività che dia senso compiuto ad un nuovo modo di co-progettare la città, l’ambiente e il paesaggio.



“SCUOLA DI RIGENERAZIONE”

In questa prospettiva l’associazione Nuove Rigenerazioni Umbria sta progettando una “Scuola” che coinvolga attori pubblici e privati, esperti delle discipline più varie in grado di guidare esperienze di ricerca, formazione, progettazione per costruire la capacità di pianificare e diffondere una cultura della rigenerazione della città, dell’ambiente e del paesaggio anche facendo riferimento alle migliori pratiche realizzate in Europa, a fronte delle quali è legittimo chiedersi perché non si possa fare altrettanto in situazioni analoghe presenti anche nel nostro Paese. In realtà alcune azioni di rigenerazione, sia pure non numerose e asistematiche, sono state realizzate anche in Italia ma il quadro generale appare ben lontano dall’essere anche solo intaccato se è pur vero che, in assenza di un quadro conoscitivo certo, quello che emerge è una radiografia complessa e a macchia di leopardo della situazione. Si tratterà quindi di elaborare progetti di rigenerazione del territorio per il quale le nuove parole d’ordine dovranno essere: riuso e rigenerazione del patrimonio urbano, riduzione del consumo di suolo, sostenibilità ambientale ma dovremmo anche avere risposte chiare a domande come: chi ha la regia di queste trasformazioni? Con chi bisogna interfacciarsi? Chi avrà il portafoglio delle risorse a livello territoriale? Chi il diretto interlocutore istituzionale?


FORMAZIONE E DIFFUSIONE

Tali attività si possono realizzare, sia in presenza che on line ma sopratutto con piattaforme digitali, attraverso un confronto e una formazione di ricercatori, dirigenti, professionisti, responsabili e specialisti tramite, per esempio, strumenti come l’offerta di Master, corsi di perfezionamento e di Alta Formazione. La diffusione della cultura della rigenerazione avverrà anche sostenendo la pubblicazione di testi scientifici e volumi didattici e organizzando convegni, seminari e forum sulle tematiche di interesse.


PROSPETTIVA

Questa impostazione trova oggi un riferimento di straordinaria importanza nello scenario programmatico che si presenta al Paese per il perseguimento degli obiettivi del “Recovery Fund”. Uno scenario che richiede però grande respiro e del quale la “Rigenerazione urbana sostenibile” rappresenta l’orizzonte verso il quale tendere.

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