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Infrastrutture in Umbria: tra Nimby e Penelope, necessaria una visione strategica e condivisa




Dopo otto mesi di chiusura e un investimento di 10 milioni di euro, il viadotto e la galleria della Contessa sono tornati operativi dal 18 dicembre, consentendo di ripristinare il collegamento tra Marche e Umbria. In occasione della riapertura, il programma “Buongiorno Regione“ ha ospitato in studio l'architetto Diego Zurli, membro del Comitato scientifico di Nuove Ri-Generazioni Umbria, che ha fatto parte del Comitato redazionale del vigente Piano Regionale dei Trasporti, per discutere dello stato delle infrastrutture nella regione e dei possibili scenari futuri.




"ANAS ha svolto un lavoro encomiabile non solo per la Contessa, ma anche per la E45 e per tutti gli interventi sulla Tre Valli in Valnerina. Tuttavia, le grandi infrastrutture richiedono tempi lunghi e costi elevati, e quindi bisogna affrontarle con una visione di lungo periodo, strategica e condivisa.

Relativamente a queste ultime, bisogna innanzitutto evitare sia la sindrome “Nimby”- not in my back yard – cioè "non nel mio cortile", che ostacola lo sviluppo per motivi egoistici, sia quella di “Penelope”, che tende ad annullare il lavoro fatto da altri in passato.

Se eviteremo questi errori superando le resistenze – afferma Zurli - potremo in futuro beneficiare di infrastrutture completamente rinnovate e di quelle nuove di cui l’Umbria ha assoluto bisogno. Un esempio è l’aeroporto che sta registrando numeri importanti grazie alla recente dotazione finanziaria messa in campo dalla Regione che ha potuto beneficiare degli investimenti sulla nuova aerostazione ottenuti dalle precedenti amministrazioni regionali e che hanno consentito l’inserimento del S. Francesco tra quelli di interesse nazionale e l’ottenimento della concessione trentennale ".

Rimane purtroppo in larga misura irrisolto il problema della rete ferroviaria relativamente alle lunghe percorrenze su cui il ritardo è cronico: "Restano aperte due grandi questioni, da un lato la Orte-Falconara - il nostro collegamento verso il nodo AV di Roma e il Sud - e la ipotizzata stazione Medio Etruria sulla linea dell’Alta Velocità, indispensabile per ancorarsi al Nord del Paese e all’Europa.

Quest’ultima opportunità, assume un valore epocale per l'Umbria e la bassa Toscana anche in considerazione del fatto che, con la realizzazione del passante di Firenze e la nuova stazione AV, il rischio di peggioramento degli attuali servizi sulle linee storiche attestate sul nodo di S.Maria Novella è del tutto evidente. A ciò si aggiunge il processo già in atto della progressiva espulsione degli intercity e dei regionali veloci dalla rete AV causato dall’aumento dei servizi AV e dalla saturazione della capacità della linea”.


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