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SOS clima


di Mario Bravi



Nei giorni scorsi, Antonio Guterres, segretario generale dell'ONU, ha dichiarato:"Le politiche attuali stanno portando il mondo a un aumento della temperatura di 2,8 gradi… ciò significa catastrofe, eppure la risposta collettiva rimane pietosa".

Non c'è tempo da perdere. Se possibile, e, purtroppo, è possibile, l'Europa rischia di trovarsi in una situazione peggiore del drammatico quadro mondiale.

Incendi, allagamenti, eventi estremi, in questi giorni, oltre al nostro paese, hanno colpito duramente Spagna e Francia (con oltre 300 mila sfollati nei due paesi).

L'errore più grande che si può fare in questo quadro è quello di considerare questo dato come se si trattasse di una "nuova normalità".

L'ondata di calore che ha colpito il vecchio continente ha superato tutti i record precedenti. Quello che sta succedendo è tutt'altro che normale, nonostante gli aedi del "tutto va bene, madama la marchesa".

I climatologi, perlopiù inascoltati, continuano a lanciare l'allarme, sottolineando la necessità di prepararci a questo e alle pericolosità che progressivamente rischiano di essere sempre più gravi, a cui si aggiungono un aumento delle alluvioni e l'innalzamento del livello dei mari.

Una situazione, questa, che, tra l'altro, è sempre più incombente per la conclamata fragilità idrogeologica del nostro paese. Durante queste giornate caratterizzate dalla canicola, gli esperti vengono ricercati e intervistati, poi tra qualche giorno riemergerà il silenzio, il continuare tutto come prima.



Come ha detto il segretario generale dell'ONU, al ritmo attuale entro il 2100 , l'aumento della temperatura media superficiale globale sarà compreso tra 2,1 e 3,3 gradi, forse anche di più. E la soluzione non può essere "dobbiamo abituarci al clima caraibico".

Inoltre dovremmo sapere che gli oceani, che coprono la maggior parte del pianeta, non si riscaldano velocemente quanto le terre emerse, quindi le temperature medie sulla terraferma cresceranno molto di più. Tra l'altro, il problema reale non è rappresentato dalle medie, ma dai fenomeni estremi.

Se non cambiamo marcia in tempi rapidi, e già abbiamo accumulato ritardi enormi, dovremmo prepararci anche al collasso dei ghiacciai e le condizioni rischiano di essere fortemente peggiori, rispetto a quelle che ci si sono presentate in questo 2026.È sicuramente possibile sopravvivere, anche in condizioni peggiori, rispetto a quelle attuali, ma questo si realizzerà per alcuni ( i più ricchi) e non per tutti.

Quindi la forbice delle diseguaglianze si allargherà ulteriormente, con conseguenze inenarrabili. Dovremmo modificare ogni aspetto della nostra vita: case, uffici, fabbriche, scuole, automobili, treni, aziende agricole. Però il punto centrale è che non stiamo facendo nulla in questa direzione. Il dato certo è che non possiamo rimanere a guardare, dobbiamo muoverci urgentemente e nella direzione giusta.

Di tempo ne abbiamo perso già troppo.

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