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Il bel paese dove il NO suona

di Mario Bravi



(Articolo pubblicato sul Corriere dell'Umbria il 25/03/2026)


"Il bel paese là dove 'l sì suona"è una celebre espressione poetica utilizzata da Dante Alighieri, nell'inferno della sua Divina Commedia (Canto XXXIII verso 80) ed era finalizzata a definire l'Italia.

Questa frase identifica la nostra penisola come il luogo in cui si parla la lingua del "sì"(il volgare italiano) e ne celebra la bellezza paesaggistica e culturale.

Un tratto identitario diremmo oggi. Non sembri blasfemo alla luce del risultato referendario, pensare che anche la nostra Costituzione sia entrata profondamente nei tratti profondi del nostro paese.

Fa parte evidentemente ormai del nostro DNA. Al di là delle analisi politologiche più o meno profonde, il senso del NO alla riforma proposta da Matteo Renzi e ora alla cosiddetta riforma della magistratura di Giorgia Meloni trova anche su questo versante una risposta.



Come ha più volte sottolineato il costituzionalista prof. Gustavo Zagrebelsky"La Costituzione è ciò che ci siamo dati da sobri per i momenti in cui siamo ubriachi".

La nostra Costituzione può sicuramente vedere elementi di manutenzione, ma non può essere stravolta nei principi fondamentali perché i cittadini hanno dimostrato di considerare essenziale il fatto che senza alcuni presupposti fondamentali, il principio di maggioranza non basta a tutelare i diritti delle persone da ogni sorta di abusi e di arbitrii di chi detiene il potere, come dimostra la tragica esperienza dei totalirismi del secolo scorso e dei regimi populistici e autoritari, che si sono presentati in questi ultimi anni.

E tutto questo prescinde dalle opinioni politiche personali.

La Costituzione ci vincola al rispetto della dignità e all'eguaglianza dei diritti. In questo senso la nostra Carta costituisce una garanzia e un vincolo perché tutte le legislazioni future rispettino questi valori. I principi costituzionali di autonomia e di eguaglianza, infatti, impegnano i legislatori a garantire e a lavorare per la libertà e per la giustizia. Quindi se i cittadini hanno partecipato in numero altissimo a questo referendum hanno voluto mandare un segnale, che non ha un carattere passatista o di conservazione dell'esistente, hanno invece sentito minacciato un ancoraggio fondamentale: il valore della nostra Costituzione, che sappiamo spesso aggirata e disapplicata.

Ma in un momento difficile come questo la nostra Costituzione rappresenta un punto fondamentale del nostro essere italiani, cittadini di questa Repubblica democratica. Nella tempesta che ci attraversa, che ci colpisce quotidianamente, nello sfibrarsi del nostro tessuto connettivo la nostra Costituzione è comunque un faro, che i cittadini italiani vogliono che rimanga acceso e non spento da una falsa modernità senza anima.

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