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Casa di Comunità a Foligno: ora i fatti



Si è svolta venerdì 6 marzo a Foligno, presso la Sala del Crocifisso, l’iniziativa promossa dalla Cgil provinciale di Perugia dal titolo Sanità, tra declino e rilancio.

Un incontro partecipato, che ha visto la presenza di numerosi cittadini e operatori del settore sanitario.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di confronto che la Cgil ha avviato in diverse città della provincia di Perugia con l’obiettivo di aprire un dibattito pubblico sul futuro della sanità umbra e colmare il divario tra annunci e risposte concrete ai crescenti bisogni dei cittadini, chiamando tutte le istituzioni a un’assunzione di responsabilità.

Tra i temi affrontati anche quello della futura Casa di Comunità di Foligno, una struttura considerata strategica per il rafforzamento della sanità territoriale. Un progetto rimasto ai margini dell’agenda politica regionale, ignorata per 5 anni dalla Giunta regionale Tesei e su cui anche il sindaco di Foligno aveva osservato un rigoroso silenzio.                 

Oggi, dopo le mobilitazioni del sindacato, delle forze di opposizione e dei cittadini, si registrano i primi pronunciamenti positivi. Nei giorni scorsi è infatti comparsa la targa che identifica la Casa di Comunità, una struttura di cui la terza città dell’Umbria ha assolutamente bisogno.



Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre ricordato che è stato pubblicato il bando per individuare uno spazio di circa 6.500 metri quadrati destinato ad ospitare la futura Casa di Comunità. Un passaggio importante, ma che da solo non basta. Per la Cgil sarà infatti fondamentale che la nuova struttura venga dotata di personale e strumentazioni adeguate, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, in modo da garantire servizi efficaci ai cittadini sul piano sanitario e socio-sanitario.

Una necessità ancora più evidente alla luce dei dati demografici del territorio: a Foligno, come in molte altre realtà umbre, la popolazione è sempre più anziana, circa il 30% ha più di 65 anni e il 10% supera gli 80, e cresce il numero delle persone che vivono sole. Solo nel comune di Foligno sono circa 9 mila i cittadini che vivono da soli, spesso donne anziane, che necessitano di servizi territoriali in grado di prendere in carico bisogni complessi.

Per la Cgil il tema della sanità resta centrale, significa investire su più personale, difendere e rafforzare il servizio sanitario pubblico, contrastare i processi di privatizzazione e garantire ospedali e servizi territoriali di qualità. A Foligno questo significa anche assicurare un ospedale pienamente funzionante e una rete distrettuale capace di rispondere ai bisogni della comunità.

Su questi temi la Cgil continuerà la propria mobilitazione, ribadendo la necessità di rafforzare la spesa sanitaria pubblica, soprattutto in una fase in cui, a livello nazionale, crescono gli investimenti destinati al riarmo mentre rimangono insufficienti le risorse per i servizi fondamentali rivolti ai cittadini.

All’incontro sono intervenuti, nell’ordine, Lucio Caporizzi e Mario Margasini dell’Associazione Nuove Ri-Generazioni Umbria, Filippo Pesciaioli (RSU FP Cgil medicina territoriale), Giada D’Alessi (psicologa), Mario Bravi (consigliere comunale di Foligno – gruppo PD), Paolo Paolucci (Lega Spi Cgil Foligno), Mauro Zampolini (direttore del Dipartimento di riabilitazione dell’Ospedale di Foligno) e Simone Pampanelli (segretario generale Cgil Perugia).

Il dibattito è stato introdotto e coordinato da Augusto Paolucci, segretario della Cgil provinciale di Perugia.


Camera del Lavoro di Perugia

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