Bankitalia: l'Umbria galleggia
- Nuove Ri-generazioni UMBRIA

- 17 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min
di Mario Bravi

Viviamo tempi complicati che imporrebbero mutamenti profondi, non possiamo cullarci sugli allori, che peraltro non esistono più.
Nonostante tutto questo, ci limitiamo come Umbria a galleggiare. Questo è l'elemento più rilevante che emerge dal rapporto della Banca d'Italia, presentato il 12 novembre scorso.
Infatti se nella prima parte del 2025 il PIL è salito dello 0.6%, il numero degli occupati invece è cresciuto dell'1.9%, con un risultato positivo che ha interessato soprattutto la componente femminile del mercato del lavoro. Il tasso di occupazione, infatti , ha raggiunto il 68,4%, risultando in crescita rispetto al 66,9% del primo semestre 2024. Ma questo dato se è positivo per quanto riguarda l'aumento degli occupati, con una partecipazione al mercato del lavoro della popolazione tra i 15 e i 64 anni sino al 72.1% (più alta della media nazionale che è pari al 67.2%), indica, su un altro versante, tutte le nostre criticità. È evidente, crediamo, che se il PIL aumenta dello 0.6%, mentre l'occupazione cresce dell'1.9%, in questo delta c'è racchiuso non tanto e solo una questione di produttività, che è la risultante di più fattori, ma una consistente questione di bassi salari, molto più bassi della media nazionale (sino a un -7.8%).
E allora un altro elemento di preoccupazione è dato dall'indebolimento del comparto industriale, sempre al centro dell'analisi di Bankitalia.
Infatti, si parla nel rapporto della debolezza del fatturato e degli ordinativi, che mano a mano si sta estendendo alla componente estera. Come era prevedibile, l'incidenza negativa dei dazi USA si sta progressivamente facendo sentire, con le tensioni commerciali che incidono sui piani di investimento delle imprese.

E chiaramente c'è un rapporto tra indebolimento del comparto industriale e persistenza dei bassi salari in Umbria, se è vero com'é vero, che nei 14 sistemi locali del lavoro, individuati dall'ISTAT nella nostra regione, i salari mediamente più alti ( o meno bassi), si riscontrano laddove il tessuto industriale è ancora (per fortuna) più consistente come si verifica a Terni e ad Umbertide-Montone.
L'aumento delle presenze turistiche del 10.0% nel primo semestre 2025 è sicuramente un dato positivo, ma da solo non riesce a risolvere e a sciogliere i nodi strutturali della nostra regione.
Difficoltà strutturali che permangono e che si riscontrano nella dinamica del potere d'acquisto degli umbri, che si è sostanzialmente attenuata . Infatti, non a caso, l'inflazione è tornata ad aumentare, con salari e stipendi che non tengono il passo.
Non a caso, nei primi 6 mesi del 2025, si è intensificata la tendenza all'aumento dei prestiti, sia per quanto riguarda i mutui per abitazioni, che per quanto riguarda il credito al consumo.
Il rapporto di Bankitalia in sostanza spinge tutti a una profonda riflessione e ad una conseguente azione delle forze istituzionali, sociali e imprenditoriali, perché si rilanci su base solida un'azione verso lo sviluppo, incentrato sull'innovazione soprattutto industriale e non prevalentemente sui bassi salari, per riuscire ad uscire una volta per tutte dal galleggiamento perenne.





Commenti