Perché parlate di remigrazione ?
- Nuove Ri-generazioni UMBRIA

- 29 giu
- Tempo di lettura: 2 min
di Mario Bravi

Dobbiamo condividere, è un fatto di civiltà, e riguarda credenti e non credenti, l'appello di Papa Leone XIV: ”La Remigrazione non è una risposta cristiana “ "Serve rispetto", ha aggiunto il Pontefice.
Rispetto non solo sul piano etico e valoriale, ma anche rispetto per i fatti. E i fatti, che molti propagandisti non conoscono, ci dicono che per esempio che gli stranieri, che svolgono lavori fondamentali ed estremamente faticosi, sono in riduzione nella nostra regione.

La corsa a destra potenziata dal generale Vannacci cozza contro il muro della realtà. Qualche esempio?
Esempi tratti da dati ufficiali ISTAT.
Nella zona sociale di Città di Castello, che comprende anche Umbertide e San Giustino, dal 2019 ad oggi gli stranieri sono passati dagli 8.055 del 2019 agli attuali 7.505 (con una diminuzione dell'8%).
Nella zona sociale 8 di Foligno, che comprende anche Spello, Bevagna e Montefalco siamo passati dai 10.538 del 2019 agli attuali 9.806 (con una diminuzione del 6%).
Nell’Orvietano dai 4.128 del 2019 agli attuali 3.822 (con una diminuzione del 7%) .
Nella zona di Assisi-Bastia, che comprende anche Cannara, Valfabbrica e Bettona, da oltre 6mila stranieri a poco più di 5mila. È evidente che molti stranieri hanno lasciato i nostri territori alla ricerca di lavoro e di prospettive migliori.
Tutto questo crea le problematiche sollevate da molte associazioni delle imprese che sono alla ricerca di lavoratori e lavoratrici. Quindi per favore smettetela con la “ fiction “ della Remigrazione che intende alzare solo un velo spesso di propaganda su una realtà profondamente diversa. Non abbiamo bisogno di chi alimenta paure infondate, deve ragionare seriamente rispettando i valori e l‘ umanità che da sempre ci caratterizza. La realtà è che la remigrazione fa male alle persone e all'intera società e, nel caso dell'Umbria, non tiene conto del fatto che la realtà è completamente rovesciata, esattamente all'opposto di quello che sostiene Vannacci: se c'è un'emergenza è quella di una carenza di arrivi e non di un eccesso. Su questo occorre ragionare.




